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A SCUOLA NELLA GIUNGLA

Testo e fotografie di Dilla Djalil-Daniel

21 Dicembre 2020

Tempo di lettura: 7 minuti

Un gruppo di piccoli oranghi sta per lasciare la scuola nella foresta per tornare nei loro alloggi. Hanno trascorso metà della giornata giocando e imparando nell’asilo nel cuore della giungla. La loro cena sarà servita prima che vadano a dormire.

In qualità di fotografa documentarista ma anche di amante degli animali, il mio principale obiettivo è quello di esplorare le varie sfaccettature del rapporto tra l’uomo e il resto del mondo animale. In particolare, cerco di catturare le misteriose forme di comunicazione che possono venire a crearsi tra di noi.

Tendo a dedicare molto tempo a ritrarre animali domestici e selvatici, nella forma di racconto fotografico. Come è ovvio, non si tratta solo di realizzare immagini di animali che ci sembrano belli. Le relazioni tra animali e uomo sono complesse, anche se esiste un rapporto di dipendenza con gli animali domestici, in contrasto con gli animali selvatici, la cui esistenza è minacciata dalla presenza dell’uomo e dalle sue attività. Quello che trovo particolarmente toccante è come il rapporto tra animali ed esseri umani vari dall’abuso totale all’amore e alla dipendenza.

Gli animali domestici e sempre di più quelli selvatici possono trarre beneficio da un aiuto compassionevole da parte degli esseri umani. Gran parte del mio lavoro cerca di immortalare questo aiuto. Le persone coinvolte sono spesso poco considerate, ma ciò non influisce sulla loro devozione nell’aiutare gli animali accuditi, e sul desiderio di migliorare il loro benessere e la loro salute. La mia intenzione è quella di creare un racconto fotografico a nome degli animali e di coloro che se ne prendono cura.

In questo reportage presento una storia sugli orangutan. Gli oranghi sono animali unici, che esistono solo nelle foreste pluviali dell’Indonesia e della Malesia. Nella mia lingua, orangutan significa “uomo della foresta”.

L’orangutan è in pericolo di estinzione. Condivide il 97% del suo DNA con gli esseri umani. È sottoposto a una forte pressione ecologica e le sue popolazioni stanno affrontando un rapido declino. Gli oranghi trascorrono il 95% del loro tempo nelle parti alte della foresta. Purtroppo, gli umani distruggono il loro habitat naturale, eliminano la foresta pluviale per far spazio alle coltivazioni, cacciano le madri degli oranghi e rapiscono i loro adorabili cuccioli per il commercio illegale di animali domestici. Di conseguenza, ci sono tanti oranghi orfani abbandonati a sé stessi.

In un centro di riabilitazione per oranghi a Ketapang, Kalimantan occidentale, ho osservato molti oranghi orfani di tutte le età, in un ambiente protetto e pacifico. Lo Yayasan Inisiasi Alam Rehabilitasi Indonesia (YIARI) è un’organizzazione no-profit, un ramo della International Animal Rescue (IAR); è stato fondato nel 2008. In oltre 100 ettari di foresta protetta, si pensa al futuro di questi piccoli orfani. Viene loro insegnato come sopravvivere e condurre la loro esistenza così come dovrebbe essere: libera e indipendente. Viene insegnato loro ad arrampicarsi, a costruire dei rifugi e a trovare cibo.

Quando sono pronti, vengono liberati nuovamente in zone di foresta accuratamente selezionate, con la speranza che possano condurre una vita libera e indipendente. Ci vuole molto tempo (da otto a dieci anni) prima che questi giovani oranghi siano pronti a vivere in modo autonomo nel loro habitat naturale. Anche dopo essere stati liberati, gli oranghi vengono monitorati via radio per un paio di anni. YIARI si sta attualmente prendendo cura di oltre 90 oranghi.

È mattina ed è ora di scuola per i piccoli oranghi. Giocano e imparano allo stesso tempo, nella loro scuola nella foresta protetta. Vengono insegnate loro le capacità di base di cui hanno bisogno per poter poi imparare quelle più avanzate che necessiteranno quando verranno liberati di nuovo in natura.

Due gabbie larghe e alte sono state costruite per ospitare due oranghi adulti che hanno in passato trascorso la maggior parte della loro vita in cattività e hanno un vissuto traumatico, non sono quindi giudicati idonei al rilascio. Sfortunatamente, in certi casi alcuni degli oranghi cresciuti in cattività non possono mai ritornare allo stato selvatico, e per questo motivo le gabbie sono la loro dimora definitiva.

I piccoli orfani vengono trasportati al loro luogo di riposo su una carriola, dopo aver trascorso la giornata a giocare e a imparare abilità di sopravvivenza presso la nursery forestale gestita dalla International Animal Rescue Indonesia Foundation. Le carriole sono comunemente utilizzate nei centri di riabilitazione per il trasporto di piccoli oranghi. Il viaggio è sempre apprezzato.

Un orangutan giovane si rilassa in compagnia di uno dei custodi. Questo animale, ora adolescente, vive libero nella riserva in una delle isole di proprietà del centro. Sta iniziando a imparare le abilità più complesse di cui avrà bisogno per essere liberato nella vera foresta. Ci sono quattro isole, inclusa questa, nella proprietà di 150 acri, con due destinate agli oranghi con un più avanzato livello di preparazione e dove il contatto umano è ridotto al minimo. Sebbene ci siano molte donne in questo centro, soprattutto presso la clinica e con i piccoli di orango, sulle isole sono richiesti custodi sia maschi sia femmine, per gestire i robusti oranghi adolescenti.

Durante la pausa nell’asilo della foresta, gli allievi vengono premiati con i frutti che preferiscono; in questo caso, delle banane.

Come parte del processo di apprendimento, il centro di riabilitazione ha un’alta piattaforma di alimentazione su cui gli oranghi possono salire. Serve anche a far sedere i custodi mentre si occupano dei loro accuditi.

Due oranghi adulti si rilassano sull’alta piattaforma di legno mentre la veterinaria osserva dal basso. Questi due animali vivono su una delle isole di questa riserva forestale poiché sono già nella fase intermedia della loro preparazione. Hanno sviluppato le loro capacità di arrampicata e di foraggiamento per essere in grado di cavarsela da soli quando verranno liberati.

Un cucciolo di orango, col mal di pancia, deve rimanere in clinica per essere costantemente monitorato dalla veterinaria e dalle infermiere del centro di riabilitazione. Durante una delle visite dell’infermiera al letto del paziente, questa viene accolta con una carezza affettuosa sulla guancia.

Ci vogliono diverse infermiere per calmare un giovane orangutan orfano spaventato dalla siringa, anche nel caso di una semplice analisi del sangue.

Un piccolo orangutan non si sente bene. Proprio come i piccoli umani, questo orangutan si aggrappa alla sua amata veterinaria che si è presa cura di lui dall’arrivo al centro di riabilitazione.

Oltre a ricevere latte ogni giorno, a questo piccolo orango viene data anche una bottiglia di succo di frutta. Essendo vegetariani, i cuccioli di orango lo apprezzano molto.

Sentendosi un po’ giù di corda, questo piccolo si aggrappa alla veterinaria e finge di capire cosa c’è scritto sul rapporto.

Fa caldo, è il sole brucia e c’è molta umidità. Questo giovane orangutan si gode la sua tanica d’acqua mentre il suo amico aspetta pazientemente il suo turno.

Un orangutan adulto accarezza delicatamente il custode in una capanna di legno.

Un custode in visita nel territorio dove gli oranghi adulti vivono liberi e sicuri nella riserva. Un orangutan in particolare ama dimostrare il suo affetto per lui, anche se in realtà questo non è l’ideale in prospettiva futura.

Alcuni giovani oranghi scelgono il loro migliore amico in giovanissima età. questi due migliori amici sembrano essere davvero inseparabili. Giocano costantemente insieme, vanno insieme sulla carriola e condividono la stessa camera da letto; abbracciarsi è anche il loro passatempo preferito.

Dilla Djalil-Daniel è una fotografa documentarista indonesiana di base a Jakarta. La sua ricerca fotografica è soprattutto volta a documentare la relazione tra esseri umani e animali. Ha recentemente pubblicato il libro fotografico A trunk and other tails (Una proboscide e altre code).

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