In viaggio per l’Antartide, a bordo di una nave da ricerca

Testi di Anna Violato
L’Antartide è una fonte preziosa di dati sul clima, ma un viaggio su una nave da ricerca è un’esperienza difficile e faticosa. Un video in realtà virtuale racconta l’esperienza di un gruppo di ricercatori.

3 minuti | 27 Novembre 2020

L’Antartide è una miniera di dati per chi studia il clima. Dai ghiacci e dallo studio dei sedimenti del fondale si possono ricavare informazioni sui cambiamenti climatici del passato, dinamiche antiche che ci aiutano a migliorare i modelli di previsione dei cambiamenti futuri. Qui si trovano anche gli indizi per studiare dinamiche attuali, come la complessa relazione tra la fusione dei ghiacciai sulla calotta e le correnti oceaniche; in particolare la Corrente circumpolare antartica, la corrente che muove la maggiore massa d’acqua del pianeta e che ha una grande influenza sulla regolazione del clima a livello globale.

Per raccogliere questi dati, team di oceanografi, geologi e climatologi passano mesi a bordo di navi da ricerca come la OGS Explora, una nave lunga 73 metri che può ospitare 24 ricercatori, oltre a un equipaggio di 18 persone. La OGS Explora, di proprietà dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS), è una nave da ricerca “classe-ghiaccio” (cioè che può navigare nelle acque polari).

Anche se la nave è attrezzata come un laboratorio, una missione sulle acque polari è un’esperienza faticosa: questo video in realtà virtuale racconta l’esperienza dei ricercatori e dell’equipaggio della OGS Explora durante i due mesi della missione antartica del 2017.
Guardando il video con un visore VR ci si può fare un’idea degli spazi angusti della nave, sentire le voci dei ricercatori – che raccontano le loro ricerche e le loro sensazioni -, ma anche vedere immagini sorprendenti dal Circolo polare antartico.

Perché – se noi tendiamo a immaginare questa zona come un’immensa distesa di ghiacci – le riprese fatte durante un’estate antartica eccezionalmente calda come quella del 2017 di ghiaccio ne mostrano ben poco. Oltre a essere un indizio preoccupante sugli effetti del riscaldamento globale, l’assenza di ghiaccio ha permesso ai ricercatori di raggiungere zone quasi inesplorate del Mare di Ross, una vasta insenatura dell’Antartide che normalmente è inaccessibile a causa di una spessa barriera di ghiaccio galleggiante.

La missione del 2017 è stata l’ultima per la OGS Explora. Oggi le spedizioni polari italiane partono a bordo della rompighiaccio Laura Bassi, che il 24 dicembre partirà dalla Nuova Zelanda per una nuova missione in Antartide, per le attività della nuova campagna del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA).

Il video è stato realizzato dall’associazione di diffusione scientifica Explora, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS) e grazie al finanziamento del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide.

Il video può essere guardato con un visore di realtà virtuale o da browser, spostando l’inquadratura con il cursore (su desktop) o muovendo lo smartphone (su mobile).

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