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ICE MEMORY, PROTEGGERE LA MEMORIA DEL GHIACCIO

di Alfonso Lucifredi

Il ghiaccio è uno straordinario registro della storia dell’ambiente sulla terra, ma i ghiacciai oggi stanno scomparendo. Un programma internazionale vuole creare un archivio di campioni di ghiaccio in Antartide, per conservare la memoria del pianeta.

6 Agosto 2021

Tempo di lettura: 2 minuti

ice memory

Ice Memory è un programma internazionale che ha l’obiettivo di creare in Antartide un archivio di campioni di ghiaccio provenienti da tutto il mondo. Il ghiaccio è uno straordinario registro della storia delle condizioni atmosferiche e dell’ambiente sulla terra, ed è fondamentale anche per capire i cambiamenti climatici in corso. I ghiacciai da cui vengono raccolti i campioni si stanno riducendo o stanno scomparendo, ed è quindi fondamentale agire al più presto.

Sul Monte Rosa ha avuto luogo la terza missione di Ice Memory sui ghiacciai alpini, dopo quella del 2016 sul Monte Bianco e del 2020 sul Grand Combin. Altre spedizioni internazionali hanno permesso di mettere al sicuro campioni dei ghiacciai Illimani (Bolivia), Belukha ed Elbrus (Russia). 

Gli scienziati hanno lavorato per cinque giorni sul ghiacciaio Gorner, il secondo più esteso delle Alpi, a 4500 metri di quota. Sono state raccolte due carote di ghiaccio superficiali e altre due profonde 82 metri. La parte più antica di questi campioni, quella originariamente a contatto con la roccia, potrebbe risalire addirittura a 10.000 anni fa. Potrebbe trattarsi del ghiaccio più antico di tutto l’arco alpino. Dalla metà del XIX secolo, il ghiacciaio Gorner ha perso il 40% della sua area e il suo fronte è indietreggiato di oltre tre chilometri.

In questo video, realizzato dall’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche e dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, è possibile vedere gli scienziati all’opera e ascoltare le loro testimonianze. 

La missione è stata organizzata dall’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche e dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, in collaborazione con il centro di ricerca svizzero Paul Scherrer Institut. Il team era composto da Margit Schwikowski (Psi), Theo Jenk (Psi), Francois Burgay (Psi), Jacopo Gabrieli (Cnr/Ca’ Foscari), Fabrizio de Blasi (Cnr/Ca’ Foscari), Andrea Spolaor (Cnr/Ca’ Foscari), Paolo Conz (guida alpina), Sabine Harbeke (ZHdK, PolARTS project), Riccardo Selvatico (videomaker).

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Alfonso Lucifredi è un naturalista e giornalista scientifico. Dal 2018 fa monologhi teatrali sui grandi naturalisti del passato.

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