VITA

Biodiversità, evoluzione, specie in pericolo

Hanno ispirato i festoni natalizi, arricchito famiglie fiorentine nel Rinascimento, colonizzato ambienti estremi e antiche statue. I licheni sono ovunque intorno a noi: riconoscerli ci aiuta a capire più a fondo il nostro ambiente, a partire dall’Italia.

La iena gigante era tra i predatori più temibili del Pleistocene. Anche se è una specie molto studiata, il motivo della sua estinzione è ancora un mistero, ma un nuovo studio fa luce sulla sua scomparsa.

Un’intervista con lo zoologo Franco Andreone sulle sfide che deve affrontare chi si occupa di biodiversità e della sua conservazione.

Anche se molti li considerano semplici mostre di animali esotici, tra gli obiettivi principali degli zoo c’è la salvaguardia delle specie a rischio di estinzione. L’opinione di Spartaco Gippoliti, esperto di conservazione dei mammiferi.

Nonostante l’impatto emotivo che genera all’estero, i dati sulla storica Grind mostrano che rientra nei parametri della pesca sostenibile. Secondo i faroesi, è una tradizione incompresa e un’alternativa ai modelli occidentali di consumo.

La Salicornia veneta è una pianta succulenta che caratterizza i paesaggi lagunari del nord Adriatico. Questa piccola specie che cresce tra la terra e il mare, però, può farci capire la complessità nascosta della preservazione degli habitat naturali, oggi e nel prossimo futuro.

Con una nuova tecnica di analisi del DNA ambientale, dall’acqua di mare si possono ricavare informazioni sulla presenza di specie prima difficili da osservare. Per esempio la foca monaca, che nel Mediterraneo è quasi scomparsa.

musica per le piante

Una rinnovata sensibilità ambientale ci spinge a trovare nuovi canali di comunicazione con la Natura. Uno di questi è la musica.

Xylella

Dal 2013 l’epidemia di Xylella fastidiosa ha provocato la rapida morte di milioni di piante di olivo. Il batterio si è diffuso in maniera rapida, anche a causa di errori e ritardi negli interventi. Oggi in Puglia si fanno i conti con le scelte del passato.

Oggi l’UE è il maggior esportatore di avorio legale al mondo, ma a causa di un sistema di controllo inefficace gran parte di questo avorio deriva dal bracconaggio e dal commercio illegale. Una nuova proposta di legge potrebbe cambiare le cose.