Deposito Nazionale, il conto sospeso dei rifiuti radioattivi italiani
L’Italia non produce più energia nucleare, ma continua a generare rifiuti radioattivi, custoditi in depositi temporanei: un unico deposito nazionale non esiste ancora.
L’Italia non produce più energia nucleare, ma continua a generare rifiuti radioattivi, custoditi in depositi temporanei: un unico deposito nazionale non esiste ancora.
Un’erba originaria del Nord America, oggi diffusa in tutto il Nord Italia, produce grandi quantità di polline allergenico: ARPA e ricercatori monitorano quotidianamente le concentrazioni e testano strategie di contenimento.
L’espansione inarrestabile del calabrone asiatico in Italia comporta sfide inedite, soprattutto per gli apicoltori.
Dal confine orientale all’Italia intera, lo sciacallo dorato si diffonde con rapidità, portando con sé paure, tensioni e nuove sfide di convivenza.
Migliaia di uccelli vengono abbattuti illegalmente in Bosnia-Erzegovina da cacciatori italiani. Il turismo venatorio nei Balcani è in crescita, con gravi conseguenze per la fauna di tutta Europa.
Una vasta campagna di lobbying sta cercando di indebolire la restrizione europea sui PFAS, in discussione in questi mesi, con argomenti allarmistici, fuorvianti o anche falsi. A partire dal mantra che ai PFAS «non ci sono alternative».
Le industrie e le associazioni di categoria fanno pressione contro il divieto dei PFAS, argomentando che le restrizioni minerebbero competitività e occupazione. Ma questi interessi si scontrano con la tutela dell’ambiente e della salute.
Nel corso degli anni, in Italia è cresciuto un articolato movimento di attivismo contro la contaminazione da PFAS. Un insieme di gruppi e associazioni che hanno ottenuto risultati concreti e oggi cercano una coesione.
Rifiutare la catastrofe e immaginare un futuro ideale, in cui l'umanità vive in piena armonia con sé stessa e con la natura. Nato come genere letterario, oggi il solarpunk ispira una nuova forma di attivismo.
Le testimonianze degli ex operai Miteni e dei cittadini che cercano di arginare un problema troppo profondo, tra la lentezza delle istituzioni che faticano a stare al passo delle aziende produttrici di PFAS.