La bellezza delle specie influenza le strategie di conservazione?
Un progetto sta studiando il ruolo dell’estetica nelle strategie di tutela della biodiversità, per capire se le specie percepite come più belle dagli scienziati sono favorite.
Un progetto sta studiando il ruolo dell’estetica nelle strategie di tutela della biodiversità, per capire se le specie percepite come più belle dagli scienziati sono favorite.
Gli erbari sono visti come relitti del passato. Ma queste capsule del tempo della biodiversità sono preziose perché ci aiutano a capire l’impatto di oggi (e di domani) delle azioni umane sull’ambiente.
Il granchio reale è stato introdotto negli anni '60 nel Mare di Barents dall’Unione Sovietica. Ora sta mettendo a rischio le specie (e l’economia ittica) della regione.
Una fertile contaminazione tra lo Svalbard Global Seed Vault e un progetto artistico partecipativo rimette al centro dell’ecosistema il mondo vegetale.
Gli esperimenti in laboratorio dimostrano gli effetti nocivi di molti pesticidi sulle api, ma le prove in campo forniscono spesso risultati contraddittori. Ricercatori italiani hanno scomposto il fenomeno, individuando nella presenza del virus delle ali deformi un fattore d’imprevedibilità per il destino delle colonie. E insistono sul mantenimento di rifugi naturali per le specie selvatiche.
La storia di declino e rinascita del bisonte europeo, il più grande animale selvatico terrestre rimasto in Europa, sopravvissuto grazie a soli 12 esemplari.
Il declino e la rinascita del cervo sardo, un piccolo cervo endemico della Sardegna salvato dall'estinzione dai progetti di conservazione.
In Patagonia, un manipolo di scienziati e volontari cerca di dare un futuro alle ultime 400 coppie di svasso dal cappuccio, un elegante uccello acquatico minacciato dalla crisi climatica e dalle specie aliene.
Il petrello delle bermuda è un uccello marino che per 330 anni è stato ritenuto estinto. Questa è la sua storia - e quella degli scienziati che lo hanno salvato dall’estinzione.
Il mercato di animali esotici è molto criticato, ma secondo l’erpetologo Franco Andreone l’allevamento in cattività dovrebbe essere valutato senza partigianerie: in alcuni casi, può contribuire a raccogliere dati per tutelare specie in pericolo, e alla sopravvivenza di comunità locali.